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Piante idroponiche: come coltivarle e mantenerle in buona salute

Preferire la coltivazione delle piante idroponiche è una scelta eccellente per tutti i tipi di coltivatori, esperti o semplici appassionati che siano.

Trattasi di una scelta valida sotto tutti i punti di vista, in quanto dà la possibilità di verificare con minuziosità tutte le variabili che influenzano la crescita delle piante.

Mettere a punto un sistema idroponico significa superare facilmente un sistema di crescita in terra con risultati sorprendenti e visibili sia in termini di qualità che di quantità di prodotto ottenuto.

Per chi nutra il desiderio di far crescere le piante più grandi, più ricche di frutto ed anche esteticamente diverse, l’idrocoltura può rappresentare certamente la scelta più valida.

Piante idroponiche: come viene sostituita la terra?

Nel caso delle piante idroponiche la coltivazione ha luogo fuori dal suolo e la terra è sostituita da un sostanzioso substrato inerte. Le piante, pertanto, sono irrigate grazie a soluzioni nutritive composte dall’acqua e da tutti i nutrimenti indispensabili alla corretta nutrizione minerale.

L’idrocoltura può rappresentare veramente la scelta giusta per la coltivazione delle nostre piante in quanto, per prima cosa, garantisce il benessere delle radici, fondamentale per la salute generale di tutte le specie verdi.

L’assenza di terra evita a monte possibili rischi di accumulo, anche, se ovviamente, per assicurare questo risultato è sempre necessaria un’attenta vigilanza quotidiana. 

Ossigenazione: un elemento fondamentale per la salute delle piante idroponiche

Spesse volte l’importanza dell’ossigeno nelle funzioni viali delle piante viene trascurata ed è così che possono iniziare i problemi. Le piante idroponiche godono di equilibrio perfetto nel sistema dell’ossigenazione dell’apparato radicale.

Quando una soluzione nutritiva non ha l’ossigeno necessario, la malattia delle radici o la putrefazione inizia rapidamente. Quando accade questo, l’acqua non viene assorbita dalla pianta e la pianta comincia a seccare.

Ecco, questo problema viene aggirato proprio grazie al meccanismo insito nella coltivazione delle piante idroponiche.

Temperatura dell’apparato radicale: quanto conta

La temperatura del sistema radicale ha certamente un impatto molto importante sulla salute delle piante idroponiche, la resa ne risentirà certamente oltre a tutti gli altri probabili effetti visibili.

Nel caso delle piante coltivate in terra la temperatura oscilla in maniera eccessiva e questo può condurre ad una maggiore probabilità di contrarre una malattia.

Questo rischio è ridotto nel caso delle piante idroponiche, tuttavia è sempre necessario controllare costantemente la temperatura della soluzione liquida.

L’alimentazione è poi da tenere sempre in considerazione. Delle volte parte dei nutrienti, o la combinazione tra di essi, può rivelarsi tossica per le piante.

E’ bene leggere sempre attentamente le etichette dei fertilizzanti utilizzati ed evitare di combinare nutrienti diversi a meno che non siano espressamente previsti.

 

Mantenere l’equilibrio della vita microbica è certamente la chiave per aiutare le piante a fare l’uso migliore delle sostanze nutritive. Alcuni batteri e funghi convertono le sostanze per essere meglio assorbite e, senza di essi, l’intero processo si ferma.

Chi ama le piante in idrocoltura avrà tante soddisfazioni, ma, come visto, ci sono piccoli accorgimenti di cui tenere conto per coltivarle al meglio e mantenerle in buona salute.